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18 Marzo 2009
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| Solidarieta' per un sorriso...il racconto |
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É difficile raccontare un viaggio di 25 giorni in poche righe , provo e spero di non tralasciare nulla di importante. Era da un po’ di tempo che si voleva fare questo viaggio ma per vari motivi avevamo sempre rimandato, i primi di dicembre 2007 Luca viene da me e parliamo di come possiamo organizzare il tutto. Qualche settimana per chiedere informazioni e per mettere giù un itinerario che vede come meta Samarcanda. Lo scopo del viaggio è di portare degli aiuti economici hai bambini bisognosi e contemporaneamente fare un bel giro in moto. La raccolta dei fondi viene fatta con la ricerca di sponsor, una trentina di cassettine sparse nei locali della zona e con un gazebo con cui io e Luca ci mettiamo davanti alle chiese per spigare di persona il nostro programma. Un giorno mi incontro con Don Angelo il parroco di San Giorgio di Livenza e saputo del viaggio chiede se può aggregarsi a noi ma fino all’ultimo non vuole che lo sappia nessuno, rispettiamo la sua richiesta e continuiamo con il programma stabilito fino al giorno della partenza. 1° Maggio il tempo è incerto primo ritrovo alla pizzeria Ae Do Rode di Caorle dove ci stanno già aspettando con un buon rinfresco e parecchi motociclisti che sono venuti a salutarci , piove e dopo il taglio del nastro ci avviamo verso La Salute di Livenza dove sulla Piazza del paese ci sta aspettando moltissima gente tra cui il Sindaco i fotografi ed i giornalisti. Senza farsi smentire il mio Moto Club Neroargento organizza tutto alla perfezione con rinfresco ed accoglienza e dopo le foto di rito con amici e parenti verso le 11,30 partiamo in direzione Budapest ( UNGHERIA ) la strada è : Slovenia ,Croazia ed Ungheria, dalla Slovenia comincia a piovere e questa ci accompagnerà fino alla destinazione Budapest verso l’una di notte dove ci ospiterà il centro Salesiani. Il giorno dopo partiamo per kazinbarcika da Padre Simon dove visiteremo la nostra prima missione e dove lasceremo il nostro primo contributo. Ci sarebbe molto da scrivere su quello che abbiamo visitato , basti solo che abbiamo visto gente che fatica a mangiare 2-3 volte alla settimana e bambini lasciati per strada ad arrangiarsi a sopravvivere Terzo giorno entriamo in Ucraina in direzione l’Viv, le strade sono buone ed incontriamo anche alcuni motociclisti locali che ci salutano e chiedono dove siamo diretti, lungo la strada ci sono molti posti dove poter mangiare un buon Shaslik ( tipica carne fatta su spiedi ) . Dopo aver attraversato una porzione di Carpazzi fatta di splendide montagne ricoperte di un verde rigoglioso e paesaggi stupendi, arriviamo a L’Viv, ci sistemiamo in un albergo, alla sera breve giro per la Cittá e poi a letto. Il mattino seguente partiamo verso le 9,00 in direzione Sepetovka dove Padre Andrea ci sta aspettando. Lungo la strada moltissimi monumenti che ricordano la ex Unione Sovietica fatti di corri armati e statue gigantesche raffiguranti soldati dell’ultima guerra Mondiale, le strade sono ancora in discrete condizioni, la pioggia anche oggi si è fatta vedere e sentire e perdiamo un pó di tempo a trovare questa Cittá perché non è molto conosciuta. Poco dopo essere arrivati ci raggiunge un ragazzo in auto e ci fa segno di seguirlo, ci porta in una casa dove gli amici ci stavano aspettando da parecchie ore, ci fanno mangiare e dopo una sgranchita ci accompagnano da Padre Andrea.È una comunità di Frati Francescani e l’accoglienza è molto gradevole, quando arriva Padre Andrea ci fa visitare la chiesa e ci racconta quello che fa per la comunità di questa Cittá , dopo cena andiamo a letto presto perché l’indomani ci aspetta un lungo tratto di strada. Partiamo verso le 8,00 come dicevo prima ci aspetta un lungo tratto di strada, ci accompagnano fino fuori cittá in direzione Kiev la pioggia non ci sorprende piú ormai ci siamo rassegnati, o al mattino o prima di sera comunque la prendiamo, la temperatura si è abbassata circa sui 10 Gradi, passiamo velocemente Kiev in direzione Kharkiv dove entreremo in Russia, un centinaio di chilometri prima del confine ci fermiamo per la notte, una cena veloce , visitina della Cittá e subito a letto. Oggi è il sesto giorno del viaggio e dopo 2 ore passate in dogana entriamo finalmente in Russia direzione Belgorod, oggi abbiamo percorso circa 250 km solamente ma la dogana ci ha fatto perdere molto tempo, verso le 17,00 siamo alla periferia di Belgorod e decido di andare a trovare un vecchio amico , Serghei, al momento il padre dice che non c’è, proprio mentre stiamo andando via lo incrociamo e con sorpresa di tutti ci salutiamo erano 4 anni che non ci vedevamo, cerano anche la moglie Natalia ed il figlio Serghei Serghevic, ci accompagnano in albergo dove Serghei provvede a farci avere la registrazione per rimanere in Russia ( Burocrazia ) alla sera ci vengono a prendere andiamo tutti in un ristorante tipico a mangiare shaslic e bere vodka, il giorno dopo andiamo in un paesino fuori citta dove Serghei ci fa vedere quello che fa ogni mattino prima di andare a lavorare. Praticamente ci porta in un laghetto sorgivo e con una temperatura esterna di circa 5-6 gradi fa il bagno per tonificare il fisico ( non so quanto ma l’acque era freddissima ). Sono circa le 10,30 ci salutiamo e ci avviamo verso Voronez, piove e fa freddissimo, per fortuna la strada è ancora buona, oggi abbiamo fatto poca strada , siamo partiti tardi e la pioggia per tutto il percorso non ci ha mai lasciato, a Voronez troviamo l’albergo e ci asciughiamo , poi cena tipica Russa (MecDonald ) internet, per aggiornare gli amici di come prosegue il viaggio e passeggiata per la cittá , è molto bella e curata forse stanno abbandonando la tipicità delle citta Russe e si stanno lentamente trasformando in cittá Europee ( peccato ). Ore 8,00 sveglia, piove , oggi dobbiamo fare molta strada per recuperare la giornata di ieri, direzione Saratov, lentamente il paesaggio comincia a cambiare, il verde dei boschi lascia il posto a distese di steppa, la pioggia lascia il posto ad uno splendido sole e le strade cominciano a peggiorare, a Saratov Luca e Don Angelo vengono fermati dalla polizia e con una scusa banale gli scuciono 10,00€., va bé !!! è una pratica comune peró rode lo stesso. Decidiamo di proseguire e di avvicinarci al confine Kazako il piú possibile, alle 19,00 facciamo tappa in una locanda gestita da Georgiani, molto ospitali e poco dopo arrivano i loro amici e dopo le classiche presentazioni ed averci fatto gli onori di casa, cominciamo a brindare all’amicizia ( ogni scusa è buona per bere ) ci dicono che a Jersov, circa 60 km c’è un albergo dove possiamo fermarci per la notte. Arriviamo verso le 23,00 e grazie a dei ragazzi riusciamo a trovare quello che loro chiamano albergo !!!! tutto sembra tranne che un albergo, in compenso costa poco. Nono giorno,partenza alle 8.00 c’è il sole e ci avviamo verso il confine del Kazakistan, tutto si è trasformato in distese di steppa , tra l’uscita dalla Russia e l’entrata in Kazakistan aggiungendo il cambio di fuso perdiamo piú di 4 ore. Ora ci avviamo verso Oral , la strada è completamente diritta e finisce all’orizzonte scomparendo in una sorta di miraggio. Entrati in cittá la gente si affianca con le auto per farci foto e filmati ci saluta e sembrano cortesi, dopo aver chiesto a dei passanti troviamo un Hotel, qui incontriamo delle ragazze che ci aiutano con la prenotazione e trovare il posto dove mettere le moto.
Questo Hotel è proprio bruttissimo e forse è dal 60 che non lo puliscono, doccia e poi usciamo per andare a mangiare. Mentre aspettiamo il taxi ci ferma la polizia e capiamo subito il loro intento, ci caricano in auto e dopo averci portati in una via buia ci perquisiscono e ci rubano circa 600 €., ci portano in un ristorante e d’accordo con il padrone appena finito ci fanno riportare in Hotel, qui troviamo le ragazze che ci avevano aiutato e raccontiamo loro la nostra avventura ,in quel momento ritornano gli stessi poliziotti e cercano ancora con scuse banali di fermarci, le ragazze riescono in qualche modo a farli ragionare e ci avvisano che è stato l’Hotel ad avvisare i poliziotti e di cambiare immediatamente perché´sarebbero tornati, velocemente e di nascosto scappiamo e dopo aver recuperato le moto troviamo alloggio in un Hotel internazionale, proviamo ad avvisare il nostro Consolato ma non risponde nessuno, quella notte abbiamo dormito poco ed un unico pensiero girava nella nostra testa…Andarsene… Alle 7.30 sveglia e riceviamo una chiamata dal nostro Consolato che avendo visto le chiamate della notte di erano preoccupati, spiegato il fatto ci dicono di dirigerci verso Atyrau dove il Vice Console ci stava aspettando e dove avremmo ricevuto ospitalità. Partiamo immediatamente con il cuore in gola e con la preoccupazione che tutta la polizia fosse corrotta, abbiamo circa 600 km da percorrere ed in questo stato d’animo sono veramente molti. La strada è buona ed il paesaggio è molto lineare solo steppa e nulla piú, vediamo per la prima volta i cammelli che pascolano liberamente e complice il fatto che non ne parliamo riusciamo in qualche modo a rilassarci un pó ed a goderci questo meraviglioso paesaggio. Sono circa le 18,00 che arriviamo ad Atyrau e quasi subito troviamo il Vice Console che ci stava aspettando all’entrata della Cittá , ci porta nella sede del consolato, un meraviglioso Hotel a 5 stelle , spieghiamo l’accaduto e cerchiamo di capire cosa fare,dopo aver discusso su varie soluzioni optiamo per proseguire la Missione ma senza andare a Samarcanda, sarebbe stato tropo facile ritornare a casa, non sono mai stato ospitato cosi bene, in questo Hotel ci sono solo Italiani e ci fanno sentire il loro appoggio, tutti vogliono venire a conoscerci per una stretta di mano, mentre mangiamo una buona Pizza Italiana il Vice Console ci spiega che ad Aqtau ci sarebbe la nave per Baku ( Azerbaigian ) ma che la strada asfaltata non esiste e ci sono 980 km da fare. Dopo un consulto con Luca ed Angelo decidiamo di provare e ci prepariamo a partire per le 4.30 del giorno dopo. Ci aspetta la tappa piú lunga e piú dura di tutto il viaggio, piove e dopo 150 km circa di asfalto comincia lo sterrato fatto di sassi e buche , la velocità si riduce a 40 kmh la preoccupazione che la strada sia tutta cosi è tanta, 50 km e ritroviamo la strada asfaltata, solo pura illusione, dopo ancora 100km la strada ritorna sterrata e peggio di prima ora sappiamo che sarà cosi fino ad Aqtau, verso le 10.00 esce il sole e da una temperatura di circa 8 gradi passiamo in poche ore a superare i 30 gradi è puro deserto incontriamo di rado alcuni camionisti e quando ci fermiamo per una pausa il rumore del silenzio ci da quasi fastidio. Abbiamo superato i 400 km e cominciamo a svuotare le taniche di benzina che avevamo portato con noi ma di un distributore nemmeno l’ombra verso le 16.00 e dopo quasi 12 ore di viaggio la stanchezza si fa sentire specialmente nelle braccia, Angelo per una rottura del portapacchi perde tutti i bagagli,è proprio vero siamo nel 2008 ma se non hai con te del filo di ferro e del nastro adesivo in questi casi non puoi fare niente.
Dopo una riparazione a tempo di record ripartiamo sperando di trovare un distributore di benzina. Lo troviamo dopo 200 km e finalmente ci possiamo rilassare, la preoccupazione di non trovare benzina si era fatta quasi certezza, bene dopo un buon pieno a 72 ottani ( l’unica che c’era ) ripartiamo, ci aspettano altri 380 km circa la stanchezza si fa sentire sempre di piú e sono 18 ore che siamo in viaggio al tramonto siamo nella depressione Caspita un paesaggio lunare ci saluta ma la strada peggiora ed il dubbio di dover passare la notte in mezzo al deserto ci preoccupa non poco, Angelo non parla ed il viso e teso e preoccupato, Luca ha cominciato ad innervosirsi e la mia preoccupazione e quella che nessuno cada o che non si rompa una moto. Finalmente arriviamo ad Aqtau , sono le ore 2.30 ed abbiamo fatto 980 km in 22 ore . Riusciamo a trovare un albergo abbastanza velocemente, niente doccia, manca l’ acqua e l’indomani andiamo al porto per prendere il biglietto del traghetto , non vi sto a raccontare tutta la burocrazia e tutti i permessi che ci sono voluti per poter uscire dal kazakistan, vi dico solo che dopo 6 giorni e 400 dollari in meno , finalmente dopo 12 ore di attesa alle 4,30 del mattino riusciamo a salire sul traghetto in direzione Baku ( Azerbaigian ) P.S. è piú difficile uscire dal Kazakistan a causa della burocrazia furba e corrotta che farsi dare i visti di entrata. Dopo 22 ore di attraversata del Mar Caspio finalmente siamo a Baku, 2 ore per lo sdoganamento dei mezzi e alle 4,30 siamo in strada, decidiamo di non fermarci per la notte ma di partire subito in direzione Tbilisi, sono solo 450 km ed in traghetto praticamente abbiamo quasi sempre dormito, le strade sono buone ed il paesaggio ci ricorda che siamo in un paese mussulmano, all’orizzonte si vedono molti Minareti, il paesaggio cambia spesso, dalle distese di coltivazioni di vario genere al deserto e sempre le montagne sullo sfondo e nelle aree di servizio ci salutano dicendo Salam aleku. Sono molto cordiali e ci invitano sempre a sedere per prendere un the dopo aver fatto rifornimento, attraversiamo questo paese molto velocemente e senza intoppi, solo in alcuni brevi tratti la strada era sconnessa, per il resto tutto bene, verso le 16,00 siamo al confine con la Georgia, nella dogana Azira non fanno alcun problema ma ci chiedono come mai non rimaniamo almeno un giorno nel loro paese, spieghiamo che a Tbilisi ci stanno aspettando ma non sembrano tanto convinti , le formalità sono abbastanza veloci e dopo un oretta siamo in Georgia. Arriviamo a Tbilisi e con l’aiuto di un taxista ci facciamo accompagnare fino al nostro alloggio dove ci stavano aspettando, siamo ospiti di una famiglia conosciuta tramite amici e l’accoglienza è molto calorosa, non vediamo l’ora di fare una doccia, sono tre giorni che non ci laviamo e lascio a voi immaginare. Incredibile cosa possa fare una doccia, verso le 21,00 ci accompagnano in un ristorante tipico e dopo cena facciamo un breve giro per la cittá , a letto presto perché l’indomani dobbiamo cercare una candela per la mia moto che si è bruciata e non so proprio se la troverò. Al mattino ci alziamo presto e con l’aiuto della nostra ospite prendiamo un taxi e cominciamo a cercare la candela, l’impresa si rivela tutt’altro che semplice ma dopo 3 ore riusciamo a trovare in mezzo alle montagne che circondano la cittá un tizio che incredibilmente possiede 3 candele che possono andare bene a me, senza fare troppe domande sulla loro provenienza ci salutiamo , appena arriviamo alla moto la nostra amica ci comunica che nella piazza vicino a noi, essendosi sparsa la voce , si sono radunati alcuni motociclisti che ci stanno aspettando per darci il benvenuto. Molto calorosi e ci invitano a fare un giro per la cittá , visitiamo le terme il castello e tutta la zona vecchia della cittá ci spiegano le origini e le varie guerre avvenute nel medioevo poi finiamo in un locale a bere del ottimo thé, ci scambiamo i vari indirizzi e numeri di telefono per poi congedarsi, ora dobbiamo preparare le moto, l’indomani partiamo per Bitumi, piove ma ormai è diventata una consuetudine la strada è una sola e non abbiamo problemi particolari, verso le 11,00 la pioggia smette e con il dissolversi delle nuvole siamo spettatori di un paesaggio bellissimo, la strada percorre principalmente una gola fra i monti , tra curve e boschi incontriamo molti ristorantini tipici, dove fanno carne alla griglia,verso le 17,00 siamo a Bitumi, qui ci sta aspettando Tamaz un signore che affitta appartamenti in riva al Mar Nero e quando dico in riva mi riferisco al fatto che siamo a 20 metri dal mare, il tramonto è bellissimo e rimaniamo incantati dal paesaggio. Sono le 8,00 quando ci alziamo e Questa mattina non piove e la dogana per la Turchia è abbastanza veloce, le solite formalità ed alle 11,00 siamo sul territorio Turco , costeggiamo il Mar Nero fino a Samsun e poi direzione Istanbul, sono le 21,00 quando ci fermiamo per la notte, l’albergo e molto buono e le camere sono grandi e fornite di tutti i confort, prezzo circa 25,00 € con la prima colazione, da noi neanche in campeggio paghi cosi poco. Ad Istanbul mancano poco piú di 250 km cosi abbiamo tutto il tempo per prepararci con calma e durante il tragitto scattare molte foto, alle 21,00 e grazie al aiuto di un motociclista Turco siamo a destinazione, la comunità cattolica della Turchia nel centro di Istanbul dove ci stavano aspettando Siamo al 22° giorno e la prossima tappa sarà Costanza in Romania, abbiamo un lungo tragitto e 4 dogane da fare, partenza alle ore 7,30 in direzione Burgas ,Varna ( Bulgaria ) e Costanza ( Romania ), circa 700 km, anche oggi c’è un sole splendido e la strada è molto buona, non abbiamo tempo per fermarci a visitare i vari paesi che attraversiamo e purtroppo la Bulgaria la facciamo passare , promettendoci che il prossimo anno avremmo dedicato alcuni giorni per visitarla.
Le dogane sono veloci, nulla al confronto di quello che eravamo abituati e qualcuno parla pure italiano, alle 22,00 siamo a Costanza e fortunatamente troviamo subito il ricovero dove ci stanno aspettando, quí si occupano dell’istruzione e del insegnamento al lavoro ai ragazzi abbandonati e con difficoltà, sono ben organizzati e c’è anche un signore Veneto che ormai da molti anni li aiuta nel gestire questo centro. 23° giorno, abbiamo ancora un centro da fare e poi possiamo tornare a casa,la direzione è Bacau, abbiamo 400 km circa da fare e possiamo prendercela comoda. Direzione Galati dove attraversiamo il Danubio con il traghetto, il paesaggio e collinare e tranne che nelle Cittá , la povertà si vede abbastanza spesso, poche le auto e molti i carri trainati da cavalli, siamo in prossimità di Bacau e ci fermiamo in un bazar a prendere dei souvenir, incontriamo un Rumeno che ha lavorato molti anni in Italia cosi facendo 4 chiacchiere non ci accorgiamo che sta sopragiugendo un bruttissimo temporale, non so in che modo ma riusciamo a passare in mezzo senza prendere pioggia, alle 20,00 siamo a destinazione. Il centro è simile a quello di Costanza e l’accoglienza non è da meno, sono solo dispiaciuti che non possiamo fermarci piú giorni per poter vedere le varie attività e conoscere i ragazzi ospitati, anche a noi dispiace , ma spieghiamo che domenica 25 Maggio dobbiamo essere a casa, per motivi di lavoro ed in Kazakistan a causa della burocrazia abbiamo perso troppi giorni. 24° Giorno, partenza alle 8,30 in direzione Budapest, decidiamo di viaggiare fino a che siamo stanchi , la strada è abbastanza buona e ci porta ad attraversare completamente la Transilvania, la parola che mi viene quando mi chiedono : com’è la Transilvania? bella!!! Un susseguirsi di curve e saliscendi in mezzo alle montagne con strade che a mano a mano diventano sempre piú buone, l’ultima cittá della Romania che attraversiamo è Oradea e poi entriamo in Ungheria. Attraversando questo confine non so il motivo ma ci sentiamo a casa, anche se mancano ancora 1000 km. Un centinaio di km dopo il confine , in direzione Budapest ci fermiamo a dormire in un Motel, sono le 21,00 il posto è carino e si mangia molto bene, siamo molto stanchi ed ormai il viaggio si sta per concludere, la voglia di casa si mescola con la nostalgia e mentre ceniamo ricordiamo i giorni e le avventure trascorse, anche se stanchi siamo sereni e dopo aver sistemato al sicuro le moto andiamo a dormire. 25° giorno, dobbiamo fare 980 km per arrivare a casa, ma quasi a non voler finire questo viaggio il mattino ci alziamo alle 9,00 e con comodo facciamo colazione verso le 10.30 partiamo, direzione casa. Il tempo è buono,la strada pure ed i chilometri si susseguono tranquillamente, lago di Balaton, Graz , alle 19,00 circa siamo in Italia, la sosta nel primo autogrill per un buon caffè è obbligatoria. Alle 22,00 finalmente arriviamo al Klondike, il bar dove ci sta aspettando una marea di gente, siamo confusi è stupiti per quest’accoglienza, non immaginavamo minimamente che i ragazzi del nostro Motoclub Neroargento avessero organizzato tutto questo, musica, foto, telecamere, banchetto con ogni ben di dio da bere e da mangiare, non sappiamo a chi rispondere perché tutti vogliono sapere, dopo non so quante foto dobbiamo congedarsi per andare a Caorle alla pizzeria Ae Do Rode, l’accoglienza non è da meno, molto calorosa e finalmente ci sediamo per mangiare una pizza con i nostri cari…. In tutta questa missione vogliamo ringraziare per il Patrocinio la Regione Veneto, il Comune di San Stino di Livenza e la Protezione Civile Sezione di Caorle. Tra le ditte che ci hanno sostenuto vanno ricordate la GIVI e la TUCANOURBANO, per averci offerto il loro appoggio fornendoci materiale tecnico utilissimo per questo viaggio, la pizzeria AE DO RODE, il snack bar THE KLONDIKE,agenzia LUNA ROSSA, PELLEGRINI,PROJECT SYSTEM, il CAORLE JUVENTUS CLUB e poi Aktyva Fitness Center,agenzia Cocal, Serr 2000,tabaccheria Corona, tabaccheria da Viviana, Pizza New,A&O,panificio Schiavon, disco bar Siró,bar Murano, Pizza Pazza,bar Stazione,pasticceria Luciana, Gusso il fornaio, pizzeria Bella Italia, bar Zanon e tutte quelle persone che hanno creduto in noi e che ci hanno aiutato e fin che questa missione riuscisse nel miglior dei modi….


