Solidarieta' per un sorriso...il racconto - Pagina 3

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Solidarieta' per un sorriso...il racconto
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Questo Hotel è proprio bruttissimo e forse è dal 60 che non lo puliscono, doccia e poi usciamo per andare a mangiare. Mentre aspettiamo il taxi ci ferma la polizia e capiamo subito il loro intento, ci caricano in auto e dopo averci portati in una via buia ci perquisiscono e ci rubano circa 600 €., ci portano in un ristorante e d’accordo con il padrone appena finito ci fanno riportare in Hotel, qui troviamo le ragazze che ci avevano aiutato e raccontiamo loro la nostra avventura ,in quel momento ritornano gli stessi poliziotti e cercano ancora con scuse banali di fermarci, le ragazze riescono in qualche modo a farli ragionare e ci avvisano che è stato l’Hotel ad avvisare i poliziotti e di cambiare immediatamente perché´sarebbero tornati, velocemente e di nascosto scappiamo e dopo aver recuperato le moto troviamo alloggio in un Hotel internazionale, proviamo ad avvisare il nostro Consolato ma non risponde nessuno, quella notte abbiamo dormito poco ed un unico pensiero girava nella nostra testa…Andarsene… Alle 7.30 sveglia e riceviamo una chiamata dal nostro Consolato che avendo visto le chiamate della notte di erano preoccupati, spiegato il fatto ci dicono di dirigerci verso Atyrau dove il Vice Console ci stava aspettando e dove avremmo ricevuto ospitalità. Partiamo immediatamente con il cuore in gola e con la preoccupazione che tutta la polizia fosse corrotta, abbiamo circa 600 km da percorrere ed in questo stato d’animo sono veramente molti. La strada è buona ed il paesaggio è molto lineare solo steppa e nulla piú, vediamo per la prima volta i cammelli che pascolano liberamente e complice il fatto che non ne parliamo riusciamo in qualche modo a rilassarci un pó ed a goderci questo meraviglioso paesaggio. Sono circa le 18,00 che arriviamo ad Atyrau e quasi subito troviamo il Vice Console che ci stava aspettando all’entrata della Cittá , ci porta nella sede del consolato, un meraviglioso Hotel a 5 stelle , spieghiamo l’accaduto e cerchiamo di capire cosa fare,dopo aver discusso su varie soluzioni optiamo per proseguire la Missione ma senza andare a Samarcanda, sarebbe stato tropo facile ritornare a casa, non sono mai stato ospitato cosi bene, in questo Hotel ci sono solo Italiani e ci fanno sentire il loro appoggio, tutti vogliono venire a conoscerci per una stretta di mano, mentre mangiamo una buona Pizza Italiana il Vice Console ci spiega che ad Aqtau ci sarebbe la nave per Baku ( Azerbaigian ) ma che la strada asfaltata non esiste e ci sono 980 km da fare. Dopo un consulto con Luca ed Angelo decidiamo di provare e ci prepariamo a partire per le 4.30 del giorno dopo. Ci aspetta la tappa piú lunga e piú dura di tutto il viaggio, piove e dopo 150 km circa di asfalto comincia lo sterrato fatto di sassi e buche , la velocità si riduce a 40 kmh la preoccupazione che la strada sia tutta cosi è tanta, 50 km e ritroviamo la strada asfaltata, solo pura illusione, dopo ancora 100km la strada ritorna sterrata e peggio di prima ora sappiamo che sarà cosi fino ad Aqtau, verso le 10.00 esce il sole e da una temperatura di circa 8 gradi passiamo in poche ore a superare i 30 gradi è puro deserto incontriamo di rado alcuni camionisti e quando ci fermiamo per una pausa il rumore del silenzio ci da quasi fastidio. Abbiamo superato i 400 km e cominciamo a svuotare le taniche di benzina che avevamo portato con noi ma di un distributore nemmeno l’ombra verso le 16.00 e dopo quasi 12 ore di viaggio la stanchezza si fa sentire specialmente nelle braccia, Angelo per una rottura del portapacchi perde tutti i bagagli,è proprio vero siamo nel 2008 ma se non hai con te del filo di ferro e del nastro adesivo in questi casi non puoi fare niente.

CJC Consiglia

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